Emilia Rosmini, Elisa Cecchini

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Ultra Architettura

Emilia Rosmini (Roma, 1987) e Elisa Cecchini (Jesi-An, 1989) si laureano in Ingegneria Edile-Architettura presso la Facoltà di Ingegneria della Sapienza di Roma rispettivamente nel 2012 e 2014. Emilia Rosmini frequenta la Escuela Técnica Superior de Arquitectura della Universidad de Sevilla e attualmente sta svolgendo, presso la Sapienza di Roma, un dottorato in Ingegneria dellʼarchitettura e dellʼurbanistica. Dal 2014 è partner di Ultra Architettura che ha sede a Roma, studio con il quale anche Elisa Cecchini collabora. Ultra Architettura risulta vincitore di Europan 12, Almada in Portogallo e con BAO partecipa alla Biennale di Venezia 2014 allʼinterno del padiglione del Marocco.

Ex voto

La chiave di lettura dell’intervento è il racconto e la narrazione simbolica del territorio di Biella attraverso la conciliazione dei suoi frammenti. Il nucleo seicentesco, le annessioni successive, le nuove funzioni e la vicinanza con il complesso monumentale dei Sacri Monti si riflettono nello spirito dell’intera struttura dell’ex lanificio Sella. Il fine è la riconciliazione, attraverso cui interrogarsi sul senso del luogo per far emergere il senso del territorio. L’obiettivo è raggiungibile con interventi puntuali, nuovi codici di lettura di un presente che deve confrontarsi con lo spazio e il tempo passato, al fine di migliorare il rapporto tra il territorio e l’ex lanificio, che si lascia così permeare da esso e insieme a esso diventa sistema. La nascita della struttura come Albergo di virtù che la Congregazione di Oropa fece costruire come opera di carità, e la presenza al suo interno di una piccola cappella dedicata a San Giobbe, rappresentano un frammento prezioso per la comprensione del racconto. Da qui muove l’idea dell’installazione all’interno dello spazio dai muri anneriti, che ha come scopo quello di riconfigurare un ambiente sacro, votivo, attraverso cui il fruitore possa capire le stratificazioni temporali e spaziali legate alla struttura.
Nello spazio di ingresso il visitatore è accolto da un libro, realizzato con la preziosa collaborazione dell’Ente di Gestione dei Sacri Monti, in cui vengono catalogate per la prima volta le oltre 160 cappelle dei nove monti sacri secondo un criterio tassonomico, che mira a documentare l’esistenza di esemplari unici ma riferibili a determinate categorie di edifici religiosi. Questo libro prepara il visitatore alla comprensione dello spazio successivo che, invaso nella sua totalità dalla presenza di un elemento totemico, richiama l’area più sacra dei luoghi di culto, il sancta sanctorum.
L’oggetto è composto da una struttura in legno alta sei metri interamente rivestita da tessuto reps di cotone rosso. Al suo interno una pavimentazione vetrata protegge quattro lampade led che illuminano dal basso l’installazione. La luce, proiettando sul tessuto le ombre del visitatore che entra, restituisce all’esterno l’apparenza mutabile delle immagini e, filtrando attraverso il tessuto, tinge la sala di vibranti sfumature scarlatte.
Lo spazio diventa luogo di contemplazione. Diventa racconto.

collaboratori
Emanuela Ortolani, Michela Romano, David Vecchi

con il contributo di
Atanor Officina Degli Elementi
Linea Light Group

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Making of

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Copyright © 2019 — Premio di architettura Federico Maggia