Officina Ibrida

MC_OI_Untitled_HDR2-Modifica-2

Giulia Mondino / Alberto Sordo

Officina Ibrida è uno studio di architettura fondato da Giulia Mondino (Cuneo, 1987) e Alberto Sordo (Torino, 1987) nel 2015. Giulia Mondino studia al Politecnico di Torino, allʼInstitut Victor Horta a Bruxelles e alla Taichung University a Taiwan. È artista residente presso Derix Glass Studio e dal 2012 lavora presso Camerana & Partners. Dopo gli studi di architettura al Politecnico di Torino, Alberto Sordo segue un master in Sustainable Design presso la Danube University Krems in Austria e diventa poi Consulente Casaclima e Passive House Designer presso lʼIstituto di Darmstad. Nel 2012 inizia una collaborazione con lo studio AS a Torino e dal 2014 lavora da Tovatt Architects and Planner a Stoccolma.

Think tank

Il paesaggio visibile sovrasta quello sensibile, l’uno è caratterizzato dagli elementi percepibili, l’altro è invisibile agli occhi poiché ideale. L’immagine di partenza è quella di un territorio fatto di stratigrafie di conoscenza sedimentata nel tempo.
Questa conoscenza ormai intrinseca al territorio è in attesa di essere recuperata e reinterpreta in nuove forme. Tramite l’azione dello scavare, metaforico e fisico, l’obiettivo è quello di riportare alla luce il know how per reimpiegarlo nel lavoro contemporaneo.
Da qui la volontà di integrare le funzioni esistenti con quelle artigianali e tessili che si svolgono all’interno della successione teatrale dei cortili.
Nel fitto intrecciarsi di fili immaginari che intercorrono tra queste attività lavorative prendono forma degli spazi di relazione intesa nella sua accezione più immediata, quella tra persone. Nasce così un network del fare ‒un intreccio di conoscenza, saper fare, manualità e sperimentazione in campo tessile.
Il progetto si concentra sugli spazi aperti, dove prendono forma veri e propri serbatoi di pensiero, think tank, sotto forma di spazi relax, anfiteatri, aree ludiche che invitano all’incontro, al dibattito, alla relazione. Le nuove trame delle relazioni sociali sono l’unione che permette di vedere il passato e di riplasmarlo in nuovi modi.
Nasce quindi una nuova connessione tra le singole entità oggi presenti nell’area, integrandole per arrivare a essere un organismo più complesso che vive della simbiosi tra le singole funzioni. Ciò che si definisce nel progetto è un sistema linfatico di luoghi di relazione che uniscono i singoli soggetti.
A tal proposito l’allestimento fa vivere lo spazio ideale del think tank, dove la conoscenza stratificata, identificata idealmente al di sotto del visitatore, coesiste con una mappa i cui punti di relazione pulsano e illuminano lo spazio circostante invitando alla sosta, al dialogo e all’interazione.
La relazione umana è l’energia che mette in azione il sistema.

collaboratori
Davide Raffaelli, Nicola Rosato, Ivan Rotella, Mattia Greco

_MG_9989

_MG_0019

_MG_0045

brochure_ok-page-002

Making of

oi_2

oi_4bis

oi_5

oi_6

oi_8

Copyright © 2019 — Premio di architettura Federico Maggia