Intervista a Paolo Didonè

Paolo_Didone-Devvy-Comacchio

Paolo Didoné e Devvy Comacchio

Biella, 22 aprile 2015

Qual è stata l’evoluzione del tuo lavoro dopo il Premio Federico Maggia 2013?

Ogni nuova esperienza comporta un cambiamento e una maturazione nell’approccio compositivo. Il Premio Maggia è stato un momento formativo importante in quanto mi ha permesso di confrontarmi con uno spazio ridotto e fortemente caratterizzato che doveva essere reso visitabile, percorribile e doveva confrontarsi con il tema delle industrie dismesse.

Quale è il lavoro più importante che hai realizzato e a cui sei più legato?

Il lavoro che reputo più importante è “Pencil box”. Si tratta di un concorso vinto e realizzato in 50 giorni nell’ambito della ricostruzione post sisma 2012 in Emilia Romagna. È la scuola di infanzia e nido Montessori a San Felice sul Panaro, in provincia di Modena.

Paolo_Didone_Pencil_Box

“Pencil box”

 

Quale pensiero ti ha guidato nella progettazione del lavoro che hai portato al Premio nel 2013?

“Be water” ha intenzionalmente ritenuto di non dare risposte al come riutilizzare gli spazi dismessi oggetto del Premio, ma di invitare i fruitori a cambiare il loro punto di vista nel considerarli.

Cosa ha guidato la scelta dei temi e dei materiali con i quali hai elaborato il lavoro?

I materiali non sono casuali. Nel nostro modo di progettare la scelta dei materiali procede di pari passo con lo sviluppo del progetto. Ogni materiale è pensato per relazionarsi con gli altri.

Che impressioni ti hanno dato gli spazi industriali dismessi in cui hai lavorato?

In questi luoghi si percepisce chiaramente la forte stratificazione storica di varie epoche, frutto della capacità di razionalizzare gli spazi e le lavorazioni; ogni modifica agli spazi è stata apportata per migliorare e massimizzare la produzione.

Come hai vissuto il rapporto con gli altri partecipanti?

Si è instaurato un rapporto di rispetto e collaborazione.

E con l’organizzazione?

L’organizzazione si è dimostrata disponibile e presente.

Cosa vorresti dire ai ragazzi che parteciperanno all’edizione 2015?

Di esprimere senza paura quello che sarà il frutto delle loro riflessioni.

 
Paolo Didoné
www.paolodidone.it
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